Ho letto il libro di M.Catena "Una donna per soldato. Diario di una tenente italiana in Libano" e mi paicerebbe condividere con voi le mie impressioni.
Il libro di Marina Catena scorrevole e di piacevole lettura è un diario generoso che non risparmia emozioni e sensazioni anche molto personali. E’ il racconto di una donna che si trova a svolgere un ruolo complesso in una situazione difficile come quella del Libano e sottolineo, come donna, se vi pare poco. E’ un incursione “leggera” ed allo stesso tempo incessante in un mondo per ora conosciuto solo dagli addetti ai lavori dove il bagaglio di consolidate e comprovate esperienze professionali non basta: la convinzione e la motivazione in quello che si fa deve essere forte, è un salvavita per chi opera in questi terribili teatri di guerra paradossalmente immersi in paesi affascinanti ricchi di storia e di profumi per noi inconsueti e misteriosi. Vi sono narrati momenti che ti colpiscono particolarmente come donna, dove si capisce che per stare lì in missione è necessaria anche una particolare abilità nel dar fondo ed ottimizzare tutte le proprie risorse fisiche e mentali . Il libro contiene informazioni e situazioni che non mi sono del tutto sconosciute. Però quando dal Giuramento di fedeltà alla Patria si passa alla realtà dei teatri operativi l’immaginazione si ferma, bisogna esserci per capire come si vive e cosa si prova in quelle situazioni: è importante che qualcuno racconti. Colpisce soprattutto il racconto del rientro a casa dove emerge la sensazione di essere qui e anche un po’ lì dove si è svolta la propria missione, e con l’idea di ritornare nonostante si abbia una carriera brillante, una vita in una comoda civiltà consumistica e affetti sicuri. Di motivi per leggere il libro ve ne sono tanti: curiosità di chi riservista selezionato non è ancora partito, curiosità di chi riservista è già tornato, curiosità di chi riservista non è ma vuole capire che succede, chi sono e cosa ci fanno italiani e italiane migliaia di km lontani a rischiare la pelle tutti i giorni anche per uno scorpione che ti entra nella tenda; ma il libro mi è piaciuto soprattutto perché non è solo un diario ma la continuazione di un lavoro umanitario, infatti i proventi sono destinati al sostentamento dell’orfanatrofio.
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